lunedì 25 luglio 2011

Sei Mesi

Oggi sono sei mesi.
Sei mesi da quando ho deciso di mettermi a dieta.
Sei mesi fa non pensavo che sarei riuscito a perdere venti chili.
Pensavo: scrivo venti, però se arrivo a perderne dieci o quindici sono contento lo stesso.
E invece no.
Ne ho persi VENTISEI. visto che in sei mesi ci sono ventisei settimane, fa un chilo esatto per settimana.
Sono partito da un peso di 102 kg, pari ad un IMC di 33,3. Obeso di classe I fatto e finito, che veleggiava allegramente verso la classe II. Ora mi ritrovo a pesare 75,3 kg, peso di oggi e 76,0 kg peso tendenziale. Il mio IMC è 24,9, che sta per "Peso Regolare".
Ma questi sono i risultati pubblici, che sono sotto gli occhi dei miei quattro lettori.
Quelle che non si vedono sono le sensazioni.
Innanzitutto, la relativa facilità dell'impresa: parafrasando uno degli innumerevoli libri sulle diete che si vedono in giro, "Perdere peso è facile, se sai come farlo". Ai primi di gennaio, solo perdere dieci chili mi sembrava un'impresa titanica. Una cosa che mi avrebbe impegnato un anno intero, con scarse possibilità di riuscita. In realtà, di titanico c'è stato ben poco, se non
1. Incominciare
2. Capire che quali alimenti e quali comportamenti mi facevano stare sopra il quintale.
Il passo 1 è decisamente il più difficile. C'è un prima, dove mangi a tuo piacimento; e c'è il dopo, dove devi metterti a controllare ogni singola sciocchezza che metti in bocca, senza se e senza ma. Quindi significa munirsi di una bilancia da alimenti, annotare quello che si mangia, imparare a stimare i pesi, consultare le etichette o internet per vedere il contenuto calorico di questo o quell'elemento, fare addizioni e moltiplicazioni e tirare le somme. Vista la nostra cultura nazionale, credo che siano le addizioni e le moltiplicazioni -- roba da terza elementare, lo ripeterò fino alla morte -- ciò che blocca la gente nelle loro imprese dietetiche ;-)
Nel frattempo fissi un limite, e cerchi di starci sotto. Le prime due settimane sono le più dure. Impari che è meglio fare tre pasti piccoli e due spuntini piuttosto che tre pasti grandi. Impari a berti due bottiglie da un litro e mezzo al giorno. Scarti vino, birra e bibite. Il caffé lo bevi senza zucchero. E' dura.
Poi però arrivi alla fine delle prime due settimane, e vedi che sei sceso decisamente AL DI SOTTO del quintale. E capisci che ce la puoi fare. Intanto, a forza di farlo ogni giorno, tutti i giorni, impari le calorie a memoria. Molti procedimenti vanno in automatico, ti portano via meno di dieci minuti al giorno. Però sei ancora insicuro, e allora tieni un diario alimentare. Dove annoti meticolosamente ciò che mangi. Quanto assumi al giorno. Nel frattempo il tuo morale, per quanto rinforzato dai tuoi primi successi, capisci che, una volta ogni dieci-quindici giorni, uno strappo te lo puoi concedere. Un pranzo completo "come si deve", ad esempio: non esagerare, ma non negarsi nulla, e poi spuntino al pomeriggio e per cena. Il tuo morale ne trae giovamento, così come il tuo fisico, che non si abitua del tutto alla carestia ma viene "ingannato" da queste finte.
Tutto questo diventa più fluido, più facile. Diventa parte della tua vita quotidiana. Diventa routine.
E nel frattempo arrivi a conoscerti meglio, e qui subentra il passo 2.
Il passo 1 è stato come imparare a stare sott'acqua quando fai un corso di nuoto. Sei in un ambiente nuovo, diverso. Non lo sai coscientemente, ma il tuo corpo deve acquisire nuovi riflessi. Quando "senti di averli acquisiti", inizia il passo 2.
Ti rendi conto che, soprattutto a pranzo, non è che mangiavi in maniera poi così tanto diversa. C'erano solo alcune piccole cose "in più", come un paio di pagnotte di pane (550 kcal minimo) e formaggi a gogo, e forse troppi alcoolici. Oppure al mattino ti facevi quei quindici-venti biscotti. O quel mezzo tubo di "integrali", per una colazione da 700 kcal.
Inizi a capire come tagliare e dove tagliare, inizi ad ingegnarti per mangiare di gusto ANCHE con la dieta, e spesso ci riesci. E tutto questo viene rinforzato dal peso che, tra alti e bassi, cala quasi come vuoi tu. Inizi a sentire che sei TU al comando.
Usi le potenzialità delle nuove tecnologie, e impari che non è la singola pesata che conta, ma la tendenza. Ti liberi dalla paura della bilancia.
Arrivano le vacanze estive, e decidi di staccarti da internet, dalle tabelle e dal blog che, fino a ieri, era la tua utile stampella. Ma non hai ancora raggiunto del tutto il tuo obiettivo. Però oramai ti conosci e "sai come si fa". E allora ci dai ugualmente con i pranzi di pesce, ti concedi pizze e birre....E perdi un chilo e mezzo in due settimane. Perché sai equilibrarti, sai come reagisce il tuo corpo, sai cosa mangiare e cosa evitare. E arrivi a un punto dove puoi riprenderti anche qualche golosità -- del salame, un cornetto alla nutella, della coppa piacentina -- perché hai gli strumenti per tenere sotto controllo il peso, per correggerti se esageri e per lasciarti andare se esageri nel senso opposto.
E arrivi alla fine, dove non solamente il tuo peso, ma anche il tuo trend scende sotto il valore desiderato. Sei arrivato. E sei incredulo, come spesso succede dopo una prova di resistenza, una di quelle prove dove all'inizio ti sembra di morire, poi entri in uno stato di semi-incoscienza animale nel quale una parte di te pensa: "ora mollo, ora mollo", eppure continui ad andare. E quando arrivi alla fine non ci credi, ti senti stanco morto ma continueresti ancora.
Ti guardi intorno e dici: "Ma ce l'ho fatta davvero"?
Sì, ce l'hai fatta. E se non ci avessi provato non ce l'avresti fatta. Avresti continuato a sottovalutarti. A guardare lo sfigmomanometro con angoscia, e un piatto di chizze con malcelati sensi di colpa.
Ma sai anche che la vittoria ha un prezzo, e il prezzo è quello di continuare. Ad andare avanti, così. Sai che non potrai più lasciarti andare come prima. Sai che sei come un miope: ci vedi male e hai bisogno di un ausilio per sfruttare le possibilità della vita. Ma sai anche che cosa hai guadagnato, e sai che, nonostante tutto, è un prezzo equo per ciò che oggi ti stai godendo, e che vuoi continuare a goderti.
E quindi, avanti. Avanti così.

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